Domaine Bernard Bonin.
La storia del Domaine Bernard-Bonin inizia nel 1998, quando Véronique Bonin, proveniente da una stirpe di viticoltori di Meursault, e suo marito Nicolas Bernard riprendono 7 ettari di vigne ereditati dalla famiglia Michelot. Véronique è la nipote di Bernard Michelot, figura emblematica di Meursault dagli anni '60, il cui domaine familiare di oltre 20 ettari era allora un riferimento. Nel 1998, Bernard Michelot decide di dividere le sue terre tra le sue tre figlie, e Véronique, animata da una visione innovativa, convince sua madre Geneviève ad affidarle lo sfruttamento delle parcelle che ha ricevuto. Nasce così il Domaine Bernard-Bonin, precedentemente conosciuto con il nome di Michelot Mère et Fille.
Fin dai loro esordi, Véronique e Nicolas si impegnano in un approccio audace, lontano dalle convenzioni. La loro ambizione? Produrre vini autentici, fedeli riflessi del loro terroir e dell'annata. La loro passione per la biodinamica, ispirata dai precetti di Rudolf Steiner e Maria Thun, guida le loro pratiche. Nonostante le sfide finanziarie colossali della Côte d'Or, osano mettere in discussione le tradizioni consolidate per privilegiare un approccio rispettoso del vivente. Oggi, dopo oltre 20 anni di esistenza, il domaine è certificato biologico (Ecocert, 2015) e biodinamico (Demeter, 2021), e i suoi vini sono diventati cult nel mondo del vino.
Terroir e Vigne del Domaine Bernard-Bonin
Il Domaine Bernard-Bonin sfrutta 7 ettari di vigne, principalmente piantate a Chardonnay, sulle prestigiose denominazioni di Meursault, Puligny-Montrachet e Bourgogne. Queste parcelle, per la maggior parte di età compresa tra 50 e 80 anni, beneficiano di rese naturalmente basse, il che garantisce una concentrazione eccezionale degli aromi e dei sapori. I terreni calcarei, tipici della Côte de Beaune, conferiscono ai vini una mineralità cristallina e una tensione notevole.
A Meursault, il domaine possiede parcelle in lieu-dit emblematici come Clos du Cromin, Les Tillets, Le Limozin, così come i Premiers Crus Genevrières e Charmes-Dessus. A Puligny-Montrachet, i Premiers Crus Les Folatières e La Garenne completano questo patrimonio viticolo d'eccezione. Dal 2021, due nuove parcelle ereditate dalla zia di Véronique arricchiscono l'offerta: Meursault Narvaux-Dessous e Meursault 1er Cru Les Charmes du Milieu. Le vigne, lavorate in biodinamica, sono arate delicatamente a cavallo per preservare gli equilibri microbiologici dei terreni. Il rame, sebbene autorizzato in biologico, è bandito a favore di soluzioni naturali come la polvere di latte per prevenire le malattie. Le vigne sono incoraggiate a radicarsi profondamente, in particolare attraverso il taglio delle radichette di superficie in autunno, per catturare l'essenza del terroir.
Vinificazioni del Domaine Bernard-Bonin
La filosofia di vinificazione del Domaine Bernard-Bonin si basa su un principio chiaro: il minimo intervento per lasciare che il terroir si esprima. Le uve, raccolte a mano e spesso precocemente per preservare freschezza e acidità, sono pressate in grappoli interi su un ciclo lungo. Dopo una decantazione di una notte, i mosti fermentano in botti di rovere (25% nuove) con lieviti indigeni, senza ricorso all'enzimaggio, alla cappellizzazione o all'acidificazione. L'uso dello zolfo è ridotto allo stretto minimo, e il domaine privilegia una protezione naturale tramite la CO2 durante l'affinamento.
I vini sono affinati sulle fecce fini per 18 mesi, periodo durante il quale ogni botte viene degustata individualmente per ottimizzare lo scambio tra il vino e le sue fecce. Questo approccio, unito a un bâtonnage limitato e all'assenza di collaggio e filtrazione, permette di preservare l'integrità e la purezza del vino. Gli imbottigliamenti, sincronizzati con il calendario lunare, sono realizzati dopo un passaggio di tre mesi in vasca, garantendo vini limpidi e stabili naturalmente. Questo metodo artigianale conferisce alle cuvée una ricchezza, una freschezza e una mineralità uniche, riflessi autentici del loro terroir.